Assumere regolarmente frutta e verdura, preferibilmente prestando attenzione alla stagionalità dei prodotti, è importante per aiutare l’organismo a mantenersi in salute. Ma l’ortofrutta non è tutta uguale e, tra le varie differenziazioni, è possibile suddividerla in base al colore, cui corrispondono specifiche caratteristiche.
In questa news, scopriamo alcuni benefici della frutta e della verdura arancioni: arance, mandarini, albicocche, zucche, carote e patate dolci, per citarne alcuni.
Protezione di cellule e tessuti. Ortaggi e frutta arancioni contengono elevate quantità di beta-carotene, sostanza in grado di proteggere le cellule dai danni dei radicali liberi e contribuire alla crescita e al mantenimento dei tessuti.
Salvaguardia della vista. “Le carote fanno bene alla vista”, quante volte vi sarà capitato di sentire quest’affermazione? Le carote, insieme ad altri prodotti ortofrutticoli arancioni, sono infatti una buona fonte di flavonoidi, il cui potere antiossidante contribuisce a contrastare la degenerazione della retina, la miopia e altre malattie dell’apparato visivo.
Rafforzamento delle difese immunitarie. Durante la stagione fredda, per prevenire fastidiosi mal di gola, raffreddori e altri disturbi da raffreddamento, è buona abitudine fare una scorpacciata di agrumi, ricchi di vitamina C e quindi utili per rafforzare le difese immunitarie. Largo allora a spremute e smoothie da gustare in qualsiasi stagione.
Salute delle ossa. Degno di nota è anche il buon contenuto di vitamine e sali minerali, alleati della salute delle ossa e delle articolazioni. Zucche e patate dolci, ad esempio, sono ricche di vitamine A e D e rappresentano, inoltre, una buona fonte di calcio, fosforo e magnesio.
Ogni prodotto ortofrutticolo ha specifiche peculiarità, le informazioni riportate in questo articolo sono indicazioni generali e non sostituiscono il parere di un esperto. Per un’alimentazione equilibrata e adatta alle proprie specifiche esigenze è bene affidarsi ai consigli di un nutrizionista o del proprio medico curante.








