La rivoluzione dei giovani agricoltori

In un mondo in cui tecnologia ed esigenze produttive spingono l’uomo a muoversi a un passo sempre più rapido, molti giovani decidono di tornare a camminare al ritmo della natura.

Giovani agricoltori

Sono sempre più numerosi, infatti, quelli che scelgono di rivolgere il proprio sguardo al mondo dell’agricoltura, una scelta che fa dell’Italia il paese leader in Europa per numero di under 35 alla guida di imprese agricole, ben 55mila nel 2020. La metà di loro ha una laurea, anche per questo il loro ingresso nel settore implica una riorganizzazione dello stesso, grazie all’apporto di nuove competenze, skills e attitudini capaci di dare al comparto uno slancio innovativo. In questo senso, i risultati parlano chiaro: le attività agricole capitanate dai giovani esprimono una particolare attenzione verso altri aspetti del loro essere impresa radicata nella comunità, che non si limita all’ambito meramente produttivo. La spiccata attenzione al sociale, ad esempio, stimola la creazione di strutture in grado di essere punto d’incontro fra umanità e natura, in un’epoca che li vede sempre più disconnessi. Fattorie didattiche, agriasili e agrinidi, agricoltura sociale rivolta ad alcune fasce fragili della società, sono solo alcune delle attività capaci di ricreare quella connessione uomo-ambiente e di esprimere i valori più ancestrali dell’attività agricola, ma sotto forma di risposte alle esigenze della società contemporanea. Legato a doppio filo a quello sociale c’è poi l’aspetto ambientale, sempre più centrale per le nuove generazioni e per l’Europa, anche in ottica di raggiungimento degli obiettivi prefissati dal Green Deal. Non vengono tralasciate, quindi, la cura del patrimonio paesaggistico e delle aree verdi e la corsa all’innovazione sostenibile fondata sui princìpi dell’economia circolare e dell’impiego di risorse a basso impatto.

Una vera e propria rivoluzione, quindi, per un comparto che ancora una volta si dimostra in grado di esprimere attrattività e capacità di rinnovarsi. Anche durante l’emergenza Covid-19, il settore agricolo ha confermato ancora una volta la propria centralità e, in un’economia fragile come quella attuale, è in grado di rispondere alle aspettative dei più giovani, ripagando la loro spinta innovativa con opportunità occupazionali concrete. In questo contesto, anche le istituzioni fanno sentire il proprio supporto, come dimostrano le agevolazioni dedicate ai giovani agricoltori presentate all’interno del Decreto Semplificazioni, per citare uno degli esempi più recenti: oltre al mutuo a tasso zero, un contributo a fondo perduto per coloro che decidono di ampliare aziende esistenti o creare startup nell’ambito di un più ampio progetto di ricambio generazionale.

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